Convivere con i virus: la strategia di Axia Vegetable Seeds

Convivere con i virus: la strategia di Axia Vegetable Seeds

In occasione di Tomato Excellent 2025, Axia Vegetable Seeds – azienda sementiera olandese con filiale italiana – ha presentato le sue più recenti novità per l’orticoltura. Tra i prodotti in esposizione non solo colorati, midi plum e mini cetriolo, ma soprattutto le varietà di pomodoro della gamma XR, caratterizzate da alta resistenza al Tomato Brown Rugose Fruit Virus (ToBRFV).

Un esempio concreto è Axtar XR, già diffuso in Sicilia: la versione resistente della nota varietà Axtar, che conferma l’impegno di Axia nella ricerca di soluzioni affidabili contro le principali problematiche fitosanitarie.

L’importanza della resistenza al ToBRFV

Come spiega Davide Recupero, Country Manager Italia, le varietà con resistenza XR consentono alle piante di non manifestare i sintomi del virus. “In campo – sottolinea – le piante non mostrano segni né sulle foglie, né sui frutti, né sulle parti verdi del grappolo come rachide e sepali”. Tale resistenza, tuttavia, deve essere accompagnata da corrette pratiche di profilassi igienico-sanitaria da parte dei produttori, così da garantire la massima efficacia. L’abbinamento di genetica resistente e gestione colturale adeguata permette oggi di convivere con il virus senza compromettere le produzioni. La fase critica legata al ToBRFV sembra quindi superata per alcune varietà già in commercio, mentre la ricerca Axia continua per estendere lo stesso livello di resistenza a nuovi ibridi e mercati. Oggi l’azienda può contare su una gamma completa di varietà XR, disponibili sia in Italia sia a livello internazionale.

Una sfida globale

Il ToBRFV non riguarda soltanto l’Italia: la problematica tocca anche paesi come la Spagna, dove Axia è presente con una propria filiale ad Almeria. La dimensione internazionale dell’azienda, con sedi anche in Olanda, Stati Uniti, Turchia e Canada, permette di mantenere un contatto costante con le diverse aree produttive e rispondere in modo mirato alle esigenze locali.

Accanto al ToBRFV, però, emergono nuove criticità. L’aumento delle temperature, i cambiamenti climatici e la maggiore mobilità di merci e persone favoriscono la diffusione di altri virus.

“I virus non hanno passaporto – osserva Recupero – ed è per questo che la ricerca deve concentrarsi su nuove soluzioni genetiche in grado di rispondere anche a queste minacce emergenti”.

Tra clima e logistica: le sfide del territorio

Le condizioni climatiche rappresentano una sfida sempre più pressante. “Siamo solo a fine maggio e abbiamo già toccato i 34°C – spiega Recupero –. Immaginiamo cosa accadrà nei mesi più caldi”.

A queste difficoltà si sommano le criticità logistiche: la Sicilia dipende quasi esclusivamente dal trasporto su gomma. La situazione dell’aeroporto di Comiso, attualmente senza voli civili e commerciali, limita le opportunità di collegamento per il comparto orticolo. Nonostante l’assenza di fondi PNRR destinati all’infrastruttura, gli amministratori locali stanno lavorando per la riattivazione dello scalo, che potrebbe alleggerire la pressione sul trasporto su strada.

Guardando al futuro

Resistenza genetica, adattamento alle nuove condizioni climatiche e miglioramento delle infrastrutture logistiche: sono questi i pilastri per mantenere la competitività del comparto orticolo siciliano e internazionale.

Un percorso complesso ma ricco di prospettive, che – come conclude Recupero – lascia intravedere un futuro in cui i prodotti potranno “spiccare il volo” verso nuovi traguardi.